Crosta non edibile

Edibile. Credo sia la seconda volta che leggo questa parola, e non ricordo qual’è stata la prima. E’ capitato ieri a pranzo, guardando casualmente il testo stampato sulla confezione di un formaggio di qualità non particolarmente elevata acquistato in un discount. Il significato (commestibile, ndr) mi torna subito in mente, ma in una successiva ricerca sul dizionario non trovo la parola. Strano, è uno di quelli più noti a livello italiano. Comunque sia, il testo “CROSTA NON EDIBILE” era stampato in grassetto a caratteri maiuscoli neri sopra l’etichetta con le informazioni nutrizionali, la scadenza e quant’altro, evidentemente impresso separatamente rispetto alla stampa di tutto il resto. Mi sono chiesto se c’è una regola a riguardo, cioè se deve essere messo in evidenza rispetto al resto delle informazioni presenti, o può essere scritto con gli stessi caratteri, dimensioni e colori. E mi sono chiesto anche quante croste non edibili posso essermi mangiato negli anni passati, dimenticando di leggere l’etichetta. Quante etichette ho ignorato, prima e/o dopo aver acquistato un prodotto alimentare. E, infine, come capire dove finisce la crosta non commestibile dal formaggio vero e proprio. Una sottile linea di demarcazione.

Troppo tardi, comunque. Mio padre aveva già allungato il pezzo di crosta a Nuvola, che se l’era pappato voracemente. Ma si sa, i cani mangiano di tutto…

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