Trattate con gommalacca E232

Ipermercato. Ore 20:15. Eccole li, le clementine! Belle arancioni lucide, con tanta vitamina C, che fa bene d’inverno. Paese di origine: Italia. Ottimo!! Sono quelle sciolte, costano più di quelle nel sacchetto, ma ne devo prendere solo una decina. Prendo guanto e busta di plastica e comincio a sceglierle. Magari una me la mangio stasera a cena. Magari…

clementine

Tastiamo un pò, che non ce ne sia qualcuna ammaccata. Vediamo, ne ho prese 8, un altro paio e sono a posto. Un momento, cosa c’è scritto sul cartello? Note: trattate con gommalacca E232. Gommalacca? E232?… Ma che roba è? Non c’è scritto sui cartelli della frutta li intorno. Se c’è scritto significa che non poteva essere omesso. Gommalacca, uhm… Qualcosa mi dice che non si mastica. E quel E232 mi puzza tanto di chimico, roba che esce dai bollitori filtri e tutto quel sacramento di strumenti. Qui mi vogliono fregare, penso di mangiare una clementina e invece ingurgito veleno. Lasciamo perdere, non le prendo, potevano mettere quelle senza gommalacca sti burini! Adesso torno a casa e mi informo. Sul dizionario Il Nuovo Zingarelli, undicesima edizione, trovo scritto:

Gommalacca – Resina ottenuta su certi alberi asiatici dalla secrezione di alcuni insetti, usata per vernici, ceralacca, mastici, come isolante elettrico, nella concia del cuoio, nella preparazione di tessuti chimicamente resistenti.

Tessuti chimicamente resistenti? Isolante elettrico? Andiamo bene. Invece quel E232 lo trovo indicato su varie pagine web come additivo alimentare: sale sodico dell’ortofenilfenolo (conservante). Tutto sommato forse ho fatto bene a non prenderle. Magari il prodotto influiva solo sull’aspetto esterno. Però non si sà mai.

A proposito: alla fine mi sono comprato 2 pompelmi e 4 mele.

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