Le morti bianche in calo nel 2009

Ho sentito stamattina alla radio che le morti bianche, cioè causate
da incidenti sul lavoro, sono in calo. Nel 2009 sono decedute sul lavoro
SOLO 1050 persone, 70 in meno dell’anno prima. Non c’è ancora da
festeggiare, ma sicuramente è un fatto positivo.


Il mio lavoro non si può certo dire che sia di quelli a rischio. Stando
seduto davanti al pc 8 ore e più al giorno il peggio che mi possa
capitare è un mal di schiena o un mal di testa. In entrambi i casi mi
considero fortunato, perché non rischio nulla dal punto di vista fisico
per guadagnarmi di che vivere. Quando sento le notizie al telegiornale
relative ad incidenti sul lavoro, non capisco come sia possibile che
succeda. Mi chiedo ma non c’era qualcuno che assisteva, che ha visto
cosa succedeva o stava per succedere e magari poteva intervenire? E la
vittima non ha valutato il rischio a cui andava incontro? Qualche giorno
fa sono venuti a casa mia 2 operai di una ditta di climatizzatori. Mi
hanno montato lo split in corridoio e l’unità esterna sul balcone della
cucina. Quando ho visto che per collegare i tubi e i cavi elettrici uno
dei due è salito sulla scala appoggiando un piede sul piolo e l’altro
sul bordo esterno della terrazza ho pensato “ecco adesso questo vola giù
e ci resta secco”. Invece fortunatamente non è successo, è rimasto li
in equilibrio (precario?) per una decina di minuti. Immagino che abbia
fatto la stessa cosa molte altre volte, in altri appartamenti, su altri
terrazzi magari ad un piano più alto di quello a cui abito io. Fra me e
me ho pensato che era abituato, che non aveva paura dell’altezza, che
sapeva quello che faceva. L’abitudine sul lavoro ti da sicurezza, ma non
la garanzia che possa andare sempre bene. Quindi è l’abitudine che
uccide? Forse in qualche caso. Di sicuro è il silenzio di chi assiste.
Si può dire che mi sia andata bene, allora. Sarebbe stato omicidio
colposo.

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