Cimici verdi secche

Accade ogni anno, all’appropinquarsi dell’autunno. I campi di grano vengono tagliati, e le cimici si vedono distruggere il loro riparo estivo. Devono scappare per sopravvivere. Ma non sanno che la fine è solo rimandata. Poverine…


Me le ritrovo in tutte le stanze della casa che si affacciano verso i campi. Atterrano con il loro volo sgraziato e rumoroso sul davanzale o sulla finestra. Poi stanno li a prendere il sole, in attesa che qualcuno apra una finestra per poter entrare in casa. Ma non sono agili, quel corpo cosi grosso e goffo non può essere governato da quella puntina di testa che si ritrovano. Ed infatti o atterrano male o sbandano per il vento, tant’è che te le ritrovi a pancia all’aria a roteare con quelle zampette per cercare di rigirarsi. Ma l’unica cosa che riescono a fare è continare a girare su sè stesse, finché le forze mancano, e muoiono. E siccome riescono ad infilarsi nei posti più impensabili, le ritrovi giorni dopo, secche, a pancia in su. Un bel mucchio di cimici verdi secche. Indubbiamente fanno una brutta morte. Ma almeno non puzzano come quelle che vengono schiacciate perché si infilano nei bordi delle finestre o negli interstizi delle persiane. Ma ditemi voi perché un insetto cosi stupido deve emanare un tale odore. Non lo capirò mai. Ma di una cosa sono sicuro: non credo ci sia qualcuno che piangerà sulle loro tombe…

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