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	<title>Il sito di Luca &#187; Alimentazione</title>
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	<description>Di quel Luca... no, non quello, quell&#039;altro... ecco, quello!</description>
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		<title>Ode al vino</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 15:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa estate, durante il mio viaggio nel Salento, ci siamo fermati per cena in una vineria di Galatina, in uno dei giorni in cui si teneva la manifestazione &#8220;Calici di vino 2011&#8220;. Ho trovato un curioso aforisma sul vino che vi voglio proporre. La scritta campeggiava su un grande cartellone arancione appeso in una delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa estate, durante il mio <a title="Viaggio nel Salento" href="http://www.ilsitodiluca.it/2011/11/05/viaggio-nel-salento/" target="_blank">viaggio nel Salento</a>, ci siamo fermati per cena in una vineria di <strong>Galatina</strong>, in uno dei giorni in cui si teneva la manifestazione &#8220;<strong>Calici di vino 2011</strong>&#8220;. Ho trovato un curioso <strong>aforisma sul vino</strong> che vi voglio proporre.</p>
<p><span id="more-1615"></span>La scritta campeggiava su un grande cartellone arancione appeso in una delle stanze di questa enoteca molto particolare. Leggetene le parole, il cui autore, come riportato in fondo al cartellone, è Giacomo Bologna Braida. Cin cin!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilsitodiluca.it/wp-content/uploads/2011/11/ode_al_vino.jpg" rel="lightbox[1615]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1616" title="Ode al vino" src="http://www.ilsitodiluca.it/wp-content/uploads/2011/11/ode_al_vino.jpg" alt="" width="450" /></a></p>
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		<title>Typhoid Mary</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 14:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Typhoid Mary è il soprannome di Mary Mallon, una donna irlandese emigrata negli Stati Uniti alla fine del 1800. Ne ho sentito parlare durante un corso di primo soccorso, mentre veniva affrontato l’argomento delle malattie infettive e contaggiose, e nello specifico ci venivano descritte le fasi del progredire della malattia del tifo. Il tifo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Typhoid Mary</strong> è il soprannome di Mary Mallon, una<br />
donna irlandese emigrata negli Stati Uniti alla fine del 1800. Ne ho<br />
sentito parlare durante un corso di primo soccorso, mentre veniva<br />
affrontato l’argomento delle malattie infettive e contaggiose, e nello<br />
specifico ci venivano descritte le fasi del progredire della malattia<br />
del tifo.</p>
<p><span id="more-654"></span></p>
<p>Il tifo è una malattia sistemica che viene provocata da batteri del<br />
genere Salmonella (che causano la Salmonellosi) e Shigella (da cui<br />
Shigellosi). La malattia viene trasmessa per contatto oro-fecale, ma<br />
deve esserci necessariamente un vettore umano che sia portatore sano dei<br />
 batteri e che evidentemente non segua alcuna norma igienica. Il caso di<br />
 Mary è relativo al primo dei due tipi di batteri, ed è una storia<br />
particolare in quanto risultò che questa donna era un portatore sano<br />
della malattia, primo caso simile negli Stati Uniti. Come si arrivò a<br />
tale scoperta? Dovete sapere che Mary lavorava come cuoca in un<br />
ristorante di New York, quindi maneggiava i cibi e bevande che poi<br />
venivano dati ai clienti, i quali nei giorni successivi manifestavano i<br />
sintomi della malattia. Pare che in tutto riusci ad infettare una<br />
novantina di persone, alcune delle quali morirono in seguito alla<br />
malattia. Ora, la povera Mary non poteva credere alle autorità della<br />
sanità quando le venne comunicato che la causa della malattia di tante<br />
persone era lei, ed era talmente convinta di ciò da rifiutarsi di<br />
interrompere il suo lavoro da cuoca, esercitando il quale era diventata<br />
un vero pericolo pubblico. Fu però costretta a lasciarlo per evidenti<br />
ragioni di sanità pubblica, ma sembra che riuscì a farsi riassumere in<br />
un altro ristorante sotto falso nome. Ovviamente era solo questione di<br />
tempo, e quando fu scoperta venne internata in un ospedale su un’isola<br />
vicino New York, dove morì in una rigida quarantena.</p>
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		<title>Trattate con gommalacca E232</title>
		<link>http://www.ilsitodiluca.it/2009/11/24/trattate-con-gommalacca-e232/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 21:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ipermercato. Ore 20:15. Eccole li, le clementine! Belle arancioni lucide, con tanta vitamina C, che fa bene d&#8217;inverno. Paese di origine: Italia. Ottimo!! Sono quelle sciolte, costano più di quelle nel sacchetto, ma ne devo prendere solo una decina. Prendo guanto e busta di plastica e comincio a sceglierle. Magari una me la mangio stasera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ipermercato. Ore 20:15. Eccole li, le clementine! Belle arancioni lucide, con tanta vitamina C, che fa bene d&#8217;inverno. Paese di origine: Italia. Ottimo!! Sono quelle sciolte, costano più di quelle nel sacchetto, ma ne devo prendere solo una decina. Prendo guanto e busta di plastica e comincio a sceglierle. Magari una me la mangio stasera a cena. Magari&#8230;</p>
<p><span id="more-416"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-417" title="clementine" src="http://www.ilsitodiluca.it/wp-content/uploads/2009/11/clementine-300x280.jpg" alt="clementine" width="240" height="224" /></p>
<p>Tastiamo un pò, che non ce ne sia qualcuna ammaccata. Vediamo, ne ho prese 8, un altro paio e sono a posto. Un momento, cosa c&#8217;è scritto sul cartello? Note: <strong>trattate con gommalacca E232</strong>. Gommalacca? E232?&#8230; Ma che roba è? Non c&#8217;è scritto sui cartelli della frutta li intorno. Se c&#8217;è scritto significa che non poteva essere omesso. Gommalacca, uhm&#8230; Qualcosa mi dice che non si mastica. E quel E232 mi puzza tanto di chimico, roba che esce dai bollitori filtri e tutto quel sacramento di strumenti. Qui mi vogliono fregare, penso di mangiare una clementina e invece ingurgito veleno. Lasciamo perdere, non le prendo, potevano mettere quelle senza gommalacca sti burini! Adesso torno a casa e mi informo. Sul dizionario Il Nuovo Zingarelli, undicesima edizione, trovo scritto:</p>
<blockquote><p>Gommalacca &#8211; Resina ottenuta su certi alberi asiatici dalla secrezione di alcuni insetti, usata per vernici, ceralacca, mastici, come isolante elettrico, nella concia del cuoio, nella preparazione di tessuti chimicamente resistenti.</p></blockquote>
<p>Tessuti chimicamente resistenti? Isolante elettrico? Andiamo bene. Invece quel E232 lo trovo indicato su varie pagine web come additivo alimentare: <strong>sale sodico dell&#8217;ortofenilfenolo (conservante)</strong>. Tutto sommato forse ho fatto bene a non prenderle. Magari il prodotto influiva solo sull&#8217;aspetto esterno. Però non si sà mai.</p>
<p>A proposito: alla fine mi sono comprato 2 pompelmi e 4 mele.</p>
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