Centro Equestre internazionale a Caldogno: rischi ed opportunità

L’ho saputo qualche settimana fa, da un collega di lavoro che, come me, abita a Caldogno ma che evidentemente era più informato di me sulla questione. Vogliono costruire un centro equestre internazionale. Anzi, mi correggo: lo stanno già costruendo. Da quando ho avuto la notizia ho cercato in rete quali informazioni ci fossero sull’argomento, scoprendo che ce n’è a sufficienza per ricostruire un po’ tutta la storia. Proviamo a fare chiarezza.

Metto subito in chiaro un aspetto: questo articolo non ha alcun fine di critica nei confronti del progetto che del resto è già stato approvato dal comune e la cui fase operativa è già in atto. C’è solo una mia personale volontà di ricostruire gli eventi che hanno portato alla decisione di creare un centro ippico a Caldogno sicuramente importante dal punto di vista della dimensioni, e di capire cosa questo possa generare in termini di rischi e di opportunità per il comune ed i cittadini. Considerato poi che la collocazione è nei pressi della mia abitazione (non l’ho specificato: da poco meno di due anni sono un abitante di Caldogno anche io!), capite che sono direttamente interessato alla questione, qualunque sia la mia posizione a riguardo. Capiamo tutti che stiamo parlando di cavalli, e non di una centrale nucleare, di una base militare  americana o di una discarica di immondizia. Di tutta questa faccenda, c’è un dettaglio in particolare che mi lascia perplesso, e i dettagli sono importanti, possono fare la differenza: l’aggettivo “internazionale”. Che cosa significa che il centro equestre sarà internazionale? Che ci saranno cavalli da tutto il mondo? Che i proprietari dei cavalli arriveranno da tutto il mondo? Che le gare o le esibizioni saranno inglobate in un circuito internazionale? Immagino che la spiegazione non sia molto lontana da almeno una delle tre ipotesi che ho fatto. Non ho esperienza di centri equestri di qualsivoglia dimensione o frequentazione nazionale o internazionale che sia. I miei personali ricordi di un numero di cavalli superiori a due collocabili in un ambito simile a quello che ci sarà a Caldogno sono un paio: uno in tenera età, mentre visito Parco Querini a Vicenza per una gara di salto agli ostacoli, e l’altro qualche mese fa, visitando un centro equestre (credo possa essere chiamato cosi) fra Vicenza e Camisano Vicentino. Quindi capite bene che il commento più corretto senza tema di smentita che si possa fare è uno solo: in un centro equestre internazionale ci saranno i cavalli! Tanti cavalli!

Il comune di Caldogno

Il comune di Caldogno si trova in provincia di Vicenza. Conta più di 10.000 abitanti (ultima rilevazione del 2011 è di 11.333, fonte “Caldogno Informa”, anno X, n° 1, Marzo 2011). Si trova nella prima fascia di comuni che si trovano intorno al capoluogo della provincia, abbastanza lontano per “staccare” dalla vita del centro, ma sufficientemente vicino per accedere a tutti i servizi che questo offre. Ma devo dire che il comune dispone già di tutto il necessario per soddisfare le necessità dei suoi abitanti, sia a livello commerciale che assistenziale e di svago. E’ anche attivo da alcuni mesi il nuovissimo centro sportivo con molti impianti nuovi, su cui, immagino, molto si punta anche per attrarre nuovi potenziali abitanti. Il nome Caldogno è già entrato almeno un paio di volte nelle cronache dei quotidiani nazionali, per motivi estremamente differenti: è il paese che ha dato i natali a Roberto Baggio, simbolo del calcio italiano nel mondo; è il paese che, nelle frazioni di Cresole e Rettorgole, ha subito il primo Novembre 2010 l’inondazione delle acque del fiume Bacchiglione, esondate a causa delle abbondanti piogge dei giorni precedenti, dello scioglimento della neve dell’Altipiano di Asiago e dello scirocco che spirava in quei giorni. Insomma, non si può dire certo dire che ci sia fatti mancare qualcosa qui nei dintorni, a parte ovviamente un centro ippico.

La cronistoria

Metto qui in ordine temporale le notizie che ho raccolto per la rete, non disponendo di un calendario “ufficiale”. Gli unici documenti ufficiali possono essere considerati quelli relativi al sito del Comune di Caldogno, che sono liberamente disponibili per la consultazione.

Gennaio 2010

In principio era Dueville. In che senso? Nel senso che il progetto iniziale prevedeva come sito il comune di Dueville, confinante con quello di Caldogno. Pare però che ci fosse un problema di vicinanza eccessiva con alcuni immobili di pregio, che ne ha causato la bocciatura, con tanto di ricorso al Tar da parte dei referenti del progetto, evidentemente non contenti di tale esito. Si trova notizia di questo quiqui.

Marzo 2010

L’Amministrazione Comunale di Caldogno prepara la fase di formazione del PAT (Piano di Assetto del Territorio) informando tutti gli interessati, cittadini compresi, degli incontri riguardanti l’argomento. Si ribadisce la possibilità che “la legge regionale del Veneto n. 11/2004 di cui agli artt. 6, 7, 35, 36 e 37 consente ai Comuni di concludere accordi con soggetti privati per assumere nella pianificazione proposte di progetti ed iniziative di rilevante interesse pubblico, per perseguire la riqualificazione urbanistica, per individuare gli interventi di miglioramento della qualità urbana attraverso: accordi pubblico/privati, accordi di programma, perequazione urbanistica, il credito edilizio e la compensazione urbanistica.” (vedi il documento ufficiale).

Settembre 2010

Il 22 Settembre 2010 il Comune definisce quali sono gli interventi che possono essere valutati per un accordo tra privati e Amministrazione (vedi la delibera della Giunta Comunale n. 87 del 22/09/2010).

Novembre 2010

Nella delibera della Giunta comunale n. 114 del 17/11/2010 si parla delle varie proposte prese in esame dall’Amministrazione, tra cui quella di un Centro Equestre internazionale, presentata il 6 novembre 2010. Tali proposte rivestono un “notevole interesse pubblico”. Nello specifico, le proposte del centro ippico e del borgo rurale non erano presenti nel documento preliminare con delibera n. 83 del 1/9/2010. Tutte le proposte vengono accolte “con voti unanimi favorevoli”. Si passa alla fase di presentazione dei progetti.

Gennaio 2011

Il 13 Gennaio 2011 vengono presentati all’Amministrazione Comunale i vari progetti dai privati con relativi tecnici. Il 28 Gennaio 2011 viene pubblicato un avviso dalla Struttura Urbanistica che riassume i passaggi fondamentali di tutto l’iter.

Febbraio 2011

Il 17 Febbraio 2011 l’Amministrazione Comunale si riunisce per valutare le proposte giunte dai privati. Il 19 Febbraio 2011 il Comune emette un comunicato stampa in cui annuncia l’approvazione degli accordi pubblico-privati da inserire nel PAT. Vi si legge che, tra le varie proposte, la seconda “(…) si suddivide in due parti: il Centro Equestre Internazionale, contestualizzato in un’ampia area verde, con scuderie moderne, rispettoso e integrato nell’ambiente circostante come un grande giardino aperto a chiunque tutti i giorni della settimana. Costruito applicando norme restrittive per evitare qualsiasi problema legato a rumori e odori, sarà affiancato dal cosiddetto Borgo Rurale, Green Housing: un servizio ricettivo, pensato nell’ottica dell’albergo diffuso, utilizzando parte delle cubature che sono state ridotte alle lottizzazioni vicine.”. Il progetto è quindi approvato, c’è il via libera per i lavori. In rete circolano già i primi dettagli (vedi qui e qui) e alcune perplessità (vedi qui).

Marzo 2011

Sono cominciati i lavori in via Palazzina, come si nota dal bordo della strada su cui è stata eretta una struttura divisoria e dal piccolo edificio (forse un benzinaio) costruito.

Aprile 2011

Il 4 Aprile 2011 sul sito del Comune appare l’invito ad un incontro aperto ai cittadini sul Centro Equestre internazionale, fissato per il giorno 13 dello stesso mese alle ore 18:30 presso la Sala Conferenze delle barchesse di Villa Caldogno.

Come sarà il Centro Equestre internazionale

Non ho visto alcun documento del progetto, immagino che nell’incontro del 13 Aprile si potranno avere indicazioni più corrette. Spero di riuscire ad essere presente, certo se lo avessero organizzato in orario serale sarebbe stato meglio. Cercando in rete ho trovato alcune immagini costruite al computer che possono dare un’idea di come potrà essere il Centro equestre internazionale di Caldogno. Non posso però affermare che queste immagini abbiamo un valore ufficiale, quindi consideriamole puramente indicative. Trovate le foto a questo link e, tra le tante presenti, ce n’è una che offre una visione aerea del progetto. Basandomi proprio su questa, e partendo da una mappa di Google Maps, ho prodotto una versione semplificata della visione aerea, in cui si notano i confini entro cui si dovrebbe estendere il centro e la destinazione delle diverse aree in cui sarà divisa. Ribadisco che si tratta di una mia interpretazione basata su una foto che non posso ritenere ufficiale non avendo indicazioni in merito.

Possiamo individuare cinque differenti zone nel progetto:

  • 2 parcheggi, uno con accesso da est lungo via Palazzina ed uno con accesso da nord lungo via Monte Carega (che nelle mappe aeree di Google, evidentemente non aggiornate, appare ancora non cementata, ma in realtà è già aperta e utilizzata da diversi mesi);
  • una zona con i box dei cavalli, vicina al parcheggio est;
  • una zona con lo spazio per le esibizioni all’aperto (5 diverse aree in tutto) con gli spalti coperti per gli spettatori;
  • una zona con una struttura completamente coperta e dalla forma avveneristica, in cui immagino si potranno tenere altri tipi di esibizioni dei cavalli.

La mappa aerea forse non rende bene l’idea della superficie coperta, ma basta fare una passeggiata lungo via Monte Carega per capire che è uno spazio importante.

I rischi

Quali possono essere i rischi derivanti da un progetto come questo? Ne propongo per ora tre, tutti già sollevati, quindi non dico nulla di nuovo. Cominciamo dal traffico, che, come diceva Roberto Benigni nel film ‘Johnny Stecchino’, è pure uno dei tre problemi più grandi di Palermo. Si parla di tremila posti auto, anche se non è ufficiale, ma da un’idea delle numeriche su cui si potrebbero indirizzare i promotori del progetto. Ovviamente è difficile immaginare che i posti auto possano essere sempre occupati fino all’ultimo in tutto l’arco della settimana, più verosimilmente la frequenza maggiore si avrà durante gli eventi organizzati (nei weekend?). Di sicuro chi vuole venire a vedere i cavalli deve arrivare al centro equestre, e alla fine deve pure andarsene. Mettiamoci per un momento nella ipotesi peggiore (o migliore, dipende dai punti di vista): massimo numero di presenze. Per chi arriva da o torna verso Vicenza passando per Rettorgole (Ponte Marchese) o per Cresole ci sono due potenziali “imbuti”: all’incrocio semaforico tra via Diviglio e via Summano/via Ca’ Alta e alla rotatoria tra via Palazzina, via Diviglio e via Curti (che prosegue internamente per il centro di Rettorgole). Se poi proseguiamo verso Vicenza da Ponte Marchese, incappiamo pure nel rischio traffico della Ederle 2, attualmente in costruzione. E’ vero che i soldati americani trascorrono la giornata lavorativa in caserma, ma diciamo che è meglio tenere presente anche questo aspetto, sempre nell’ipotetico caso peggiore. Spostandoci invece in direzione nord, si attraversa il centro vero e  proprio di Caldogno, per uscire poi nella Pasubio. Non ci sono immissioni controllate da semafori nella statale e nemmeno rotatorie, a parte quella in via Pomaroli (passando da Capovilla, un giro abbastanza lungo da fare). Un’ulteriore via di accesso e di uscita è via Molinetto in direzione ovest, per poi finire verso la Pasubio (via Preazzi) o verso la Strada di Lobbia (via Latason e via San Cristoforo). Queste non sono propriamente strade adatte ad un traffico elevato, pur se limitato nel tempo. Quindi diciamo che c’è un rischio intasamento del traffico, più elevato in fase di uscita delle macchine dai parcheggi. Tutto starà nel capire in che ora si si svolgeranno gli eventi nel centro e da dove arriveranno gli spettatori. Altro punto su cui riflettere è il rumore. C’è quello potenzialmente causato dalle macchine di cui si è scritto al punto precedente, se si dovessero formare colonne di auto accese in attesa di entrare/uscire dai parcheggi. Poi ci sono i cavalli. Fanno rumore? Probabilmente ogni tanto nitriscono. Magari non lo faranno tutti insieme. Diciamo che è un rischio abbastanza remoto questo. Rimane un punto interrogativo sull’edificio dalla forma particolare che verrà costruito: che uso ne verrà fatto? Ospiterà eventi non collegati alle esibizioni equestri? In caso positivo saranno eventi rumorosi? Di certo dai campi coltivati che ci sono adesso l’unico rumore che eventualmente si può sentire è quello del trattore che li ara o li concima. Ma questo succede poche volte in un anno. Infine l’ultimo rischio paventato è quello degli odori causati dalla presenza di tanti animali. Su questo punto i proprietari dell’impianto hanno già smentito ogni possibile polemica invitando a visitare l’altro centro ippico che si trova non molto lontano a Caldogno. Diciamo che quando concimano i campi qui intorno non è certo profumo di rose e viole quello che sentiamo affacciandoci dalla terrazza, ma i campi non vengono concimanti tutto l’anno. Però sono preoccupato più dagli scarichi delle auto (vedi punto uno in situazione di colonne ferme) che dai cavalli.

Si potrebbe infine parlare di impatto ambientale. L’impressione (che non significa certezza, ovviamente, quella la possono dare solo le carte progettuali) è che dal punto di vista degli edifici costruiti non ci saranno particolari rischi. Certo, la vista da via Monte Carega e da via Palazzina non spazierà più attraverso i campi che accolgono le macchine che arrivano da Vicenza, che danno quel senso di distacco e che personalmente mi rilassa. Bisognerà ripassarci quando sarà tutto finito.

Le opportunità

Non esistono solo rischi, ci sono anche delle opportunità notevoli, su cui punta sicuramente l’Amministrazione Comunale. Innanzitutto sarebbero entrati (riporto delle voci, non ho conferme in merito) nelle casse del Comune cinquecentomila euro, che di questi tempi, con il federalismo che, in termini di entrate, sembra togliere più di quanto dia, non è poco. Sono introiti potenzialmente reinvestitibili nel territorio per le innumerevoli attività che un Comune ha all’ordine del giorno. Inoltre lungo via Palazzina verrà costruito un tratto di pista ciclabile, e anche questo personalmente non mi dispiace, visto che un giro in bici me lo faccio volentieri. Certo, se arrivasse fino a Via Diviglio ricongiungendosi con quella già presente sarebbe il massimo, ma non so da dove e fino a dove si estenderà. Poi, prevedendo un afflusso di persone in visita al centro equestre, è probabile che almeno parte di queste porti denaro a varie attività commerciali del Comune. Dai bar ai ristoranti e alle pizzerie, agli albergatori e affittacamere (è possibile che i proprietari dei cavalli si fermino per più giorni per seguire un evento?), ai supermercati e ai negozi di alimentari. In cascata potrebbero nascere nuove attività commerciali di supporto al Centro Equestre. Di sicuro un introito dovuto all’afflusso di turisti o visitatori ci sarà, è indubbio. Perché siamo tutti convinti che, alla base di un’opera così importante, ci sia stata una valutazione delle potenzialità attrattive, innanzitutto per gli operatori del settore, che questo centro avrà. Altrimenti non giustificherei le dimensioni e i numeri di cui si sente parlare e si legge. Infine c’è l’edificio dalla forma avveneristica che, se fosse confermata la sua destinazione d’uso anche per manifestazioni differenti rispetto a quelle equestri, potrebbe attirare magari concerti o esibizioni di vario genere e potenzialmente interessanti.

 

Il 13 Aprile alle ore 18:30 si terrà nella Sala Conferenze delle barchesse di Villa Caldogno un incontro in cui verranno spiegati i dettagli del progetto. In questa occasione probabilmente si saprà qualcosa di più. Ci saranno sicuramente voci ufficiali, e non solo ufficiose, che spiegheranno cosa si vuole costruire. Vedremo. Per il momento sappiate che i cavalli arriveranno a Caldogno, e saranno tanti. Se fosse solo per loro, a nessuno verrebbero dubbi. I problemi, come spesso accade, li causano gli uomini.

 

9 thoughts on “Centro Equestre internazionale a Caldogno: rischi ed opportunità

  1. invito i cittadini ad intervenire il 13 aprilem ricordo che i lavori non sono iniziati. Il centro euquestee è una proposta, inserita nel PAT e che si ritiene opportuno darne la massima informazione. ma prima di iniziare i lavori ci vogliono gli accordi di programma con l’amministrazione, i progetti esecutivi, e l’approvazione del PAT e del piano di interventi del sindaco. Quindi una strada lunga e che deve rispettare tutta la normativa in materia di sicurezza ambientale, impatto ambientale, rumori, viabilità, sicurezze, standard. Come quando si parlava della nuov apiazza del paese o del centro sportivo, tutti vedevano solo criticità e problemi.Ora queste opere sono fatte e hanno assolutamenta dato una identità alla nostra comunità, una qualità e opportunità per i giovani e famiglie che possono rimanere nel nostro comune e godere di servizi che molti altre realtà ci invidiano.Anche questo progetto, aldilà che venga fatto vicino alla tua abitazione, avrà tutte le attenzioni che necessità e soprattutto la precisa volontà dell’amministrazione che questo sia un beneficio e non un problema. Dueville lo voleva a tutti i costi, la comunità tutta, per problemi di vincoli ambientali non hanno potuto svilupparlo in quel comune.Solo questo è il motivo. La viabilità sarà soggetta ad attenta valutazione, ma ripeto i cavalli devono vivere nel silenzio, le gara ad ostacoli devono essere fatte nel silenzio, deve essere garantita la massima pulizia, devono essereaperte e libere a tutti.Il centro stesso deve essere un grande giardino, aperto tutti i giorni a tutti, anche per fare solo una passeggiata. Deve essere l’occasione per una scommessa ambientale di qualità, noi crediamo e vogliamo questo.M agli attori principali lo spiegheranno e, se andrà avanti il progetto, dovrà rispondere a tutte le garanzie che deve dare.Il territorio di caldogno è per il 70% verde, verifica dal nsostro PAT, e i nostri obiettivi non sono quelli di portare nuovi abitanti, ma di dare qualità ai nostri abitanti. Presenti e futuri, come deve essere per ogni amministrazione. La nostra comunità è cresciuta di 1000 persone negli ultimi dieci anni, rispetto a sviluppi doppi di comuni limitrofi come costabissara, villaverla, isola vicentina e altri. La viabilità sarà verificata, ma come succede in tutto il mondo e soprattutto nelle città, ci sono metodologie per eliminare le file di auto per raggiungere i centri di grande interesse. Credo sia possibile gestire e regolare questa problematica, attraverso esperienze esistente. Non si può sempre e solo dire di no, ma bisogna conoscere, riflettere, costruire, proporre e cogliere le occasioni che si reputano opportunità di crescita e miglioramento.

  2. Ti ringrazio Marcello innanzitutto per le precisazioni da te fatte. Su questa questione c’è sicuramente poca informazione, essendo tutto in divenire. Ribadisco anche il mio invito di fine articolo, come hai fatto tu, a partecipare all’incontro di mercoledì 13 Aprile. Sarà di sicuro chiarificatore sotto molti aspetti. Per quanto riguarda il “solo dire no” , avrai letto sicuramente quello che ho scritto, e non sollevo dei “no” ma dei “se”. Non ho alcuna intenzione si stendermi davanti alle ruspe per bloccare i lavori che ci saranno, se, come hai detto, tutto verrà confermato e approvato dopo un corretto e rigoroso iter. L’augurio che posso fare a te, ai miei compaesani e chiaramente pure a me stesso è che venga realizzato nel migliore dei modi e che faccia contenti tutti: proprietari, abitanti, visitatori, utilizzatori diretti del centro, e direi pure i cavalli.

  3. Saluti al sindaco Marcello e a Luca, interessante e costruttivo quello che ho letto. Penso che andrò a Monteviale e che farò il giro della zona di Caldogno. Di certo non è una centrale o una caserma o un enorme centro commerciale. Non comprendo perchè a Dueville è così impattante ( ci sono la villa Casarotto e staccata la Da Porto ).Forse per il profilo dei fabbricati nuovo troppo alto?Purtroppo non ho potuto esserci mercoledì.

  4. Come cittadino che crede nella partecipazione attiva a tematiche di interesse generale, come ho detto anche durante un incontro con l’Ammninistrazione sul tema PAT, a mio parere sarebbe stato opportuno avviare prima dell’approvazione una discussione aperta su vantaggi e svantaggi di questa, come di altri interventi che avranno un impatto molto importante sul territorio del nostro Comune.
    Forse si sarebbero evitate incomprensioni, divisioni (vedi quella all’interno del Consiglio ), pregiudizi.
    Comunque sia, vedo che finalmente si sta aprendo una discussione allargata che possa far capire sia ai cittadini, ma forse un po’ anche all’ammnistrazione, di quali potranno essere le conseguenze di una tale progetto.
    Come e’ emerso anche nella serata e come ha ammesso anche lo stesso Dott. Marioni, ci sono comunque anche alcune incognite importanti (es. viabilita’, sostenibilita’ economica dell’investimento nel tempo, effettivo sviluppo di un turismo diffuso al momento ipotizzabile e auspicabile ma non di natura certa).
    Non conosco i termini dell’accordo tra privati e amministrazione ma e’ chiaro che il rischio di impresa dovrebbe ricadere sul privato e non anche su attuale e future amministrazioni.

    Cordiali saluti

  5. la comunità verrà certamente coinvolta.tieni presente che gli art. 6 non hanno bisogno di partecipazione, perchè sono proposte dei privati. noi invece abbiamo fatto una approvazione specifica in consiglio comunale invitando i promotori spiegare le loro idee. abbiamo organizzato con i commercianti un incontro pubblico e c’è la massima disponibilità dei promotori, di spiegare le loro idee in un percorso che coinvolga anche le scuole.preciso inoltre che in consiglio non ci sono state divisioni nella maggioranza, ma contrarietà di parte della minoranza.<ma questo fa parte della politica, spesso si vota comunque contro, specialmente nelle vicinanze di una campagna elettorale. tra l'altro ti preciso che nel 2009 è stata proprio una parte della minoranza suggerire di utilizzare quella zona per progetti di interesse pubblico, e in particolare modo per il golf e centro equestre. quindi come vedi credo sia giusto informarsi,conoscere le situazioni, non avere paura del cambiamenti e capire se sono o meno opportunità. Inoltre sono iniziative private, il pubblico stringe un rapporto perchè obbliga fare iniziative che abbiamo anche un vantaggio pubblico, sia che di opportunità che opere che di ritorno finanziario. la gestione è rimane del privato, compresi i rischi.quindi ci vuole attenzione, capacità di decisione, e di trovare la vera utilità per la comunità. Noi riteniamo sia una grandissima opportunità, che va gestita e ben calibrata.la campagna diventa un grande giardino per tutti, e non abbandonata o sfruttata e basta. verificheremo gli criticità, ma partendo dal fatto che i numeri sono quelli che il dott. marioni ha detto. qui non arrivano bilici come in una zona industriale e meno auto di una zona industriale, e solo per alcuni fine settimana. ricordi al parco querini di vicenza? credo non si sia mai lamentato nessuno. quando vengono organizzate manifestazioni ad esempio in centro vicenza o thiene o bassano marostica, arrivano migliaia di visitatori e nessuno si lamenta. se fossero organizzate nella nostra piazza europa nessuno solleverebbe problemi, anzi una opportunità per uscire per parlare con la gente, per non guardare la tv. questo ha la stessa finalità, solo che l'attrazione è un animale bellissimo come il cavallo che corre su un prato e salta degli ostacoli, e intorno i nostri commercianti e altri possono vendere i loro prodotti, organizzare fiere a tema, valorizzare i prodotti agricoli. io sarò molto attento affinchè questo sia un progetto per la comunità e di grande qualità, ma parto da presupposti positivi che sono quelli che ti ho evidenziato.Io credo che dobbiamo metterci in gioco, e la nostra abilità deve essere quella di trasformare un progetto in una ricchezza per tutti. tieni presente poi che il partner è un investitore sicuro e serio e con sensibilità e umiltà, e questo ha già un grande valore. Gli altri progetti partono dal recupero di zone compromesse,potrebbero diventare zone artigianali con tutti i problemi derivanti. noi diamo una possibilità di sviluppo diverso, molto più contenuto nei volumi e con standard ambientali e di verde e di servizi, altissimi.Non sono regali, sono sfide per loro e per noi, ma ho la qualità è elevata e anche la positività per la comunità, altrimenti non partiranno mai.non si può solo e sempre avere paura del nuovo e dire di no,non si può rimanere chiusa nel proprio forte, bisogna mettere in campo idee, voglia di migliorare, crescere, e dare opportunità. sempre con l'obiettivo di miglioramento per tutti.Secondo che abitata a caldogno è così scontento da volersene andare?oppure negli ultimi anni a trovato nuove occasioni per rimanere a caldogno? io credo di si. ma è una mia opinione e visione. ciao

  6. Enzo, io mercoledì sono andato. Ho riassunto in un altro articolo quello che è stato detto. Se sei interessato, lo trovi a questo link.

  7. Ringrazio delle risposte che allargano la conoscenza del progetto.
    E’ vero che l’art.6 in se lascia alla discrezionalita’ amministrativa la possibilita’ di concludere accordi con i privati se i progetti hanno rilevante interesse pubblico, ma credo che in senso piu’ ampio la legge regionale sul Pat ha obiettivi forti di partecipazione dei cittadini anche alla formazione del PAT, e questo credo avrebbe dovuto renderVi piu’ sensibili su questo versante, soprattutto di fronte forse al piu’ grande investimento della storia di Caldogno.
    Riguardo al progetto sicuramente come detto ci sono propositi positivi per i cittadini di Caldogno che l’amministrazione ha colto.
    La mia preoccupazione e’ che l’entusiasmo porti a sottovalutare gli effetti meno positivi che potranno presentarsi.
    Mi domando ad esempio soprattutto a chi abita nei pressi dei parcheggi che ne sara’ della loro tranquillita’, soprattutto se venisse esteso anche alla sera la programmazione.

    Grazie e cordiali saluti

  8. Alcune precisazioni,verità o dimenticanze su quanto detto dal sindaco uscente:

    1) È stata proposta una mozione, da una parte della minoranza, di referendum comunale sul P.A.T. in particolare sul centro equestre internazionale, bocciata dalla maggioranza, spesso si vota contro le proposte delle minoranze “ma questo fa parte della politica”
    2) È vero che una parte della minoranza aveva presentato una interrogazione(il sindaco parla di suggerimento) sul trasformare l’area in questione in zona di interesse pubblico tale interrogazione però è stata ritirata prima della risposta e discussione in consiglio perciò è una proposta annullata, tengo a precisare che l’interrogazione prevedeva che l’area fosse ad uso esclusivo della collettività da collegare poi al progetto europeo LIFE di valorizzazione di percorsi naturalistici, non si chiedeva un centro equestre internazionale (tra i più gradi d’Europa) ma molto più semplicemente un centro di equitazione (maneggio) per dare una opportunità ai nostri ragazzi di conoscere e amare questi animali fermo restando che la zona doveva rimanere a verde. Costruire due palazzotti (uno da 3000-3500 posti a sedere), box per 500 cavalli, ristorante da 250 posti, strutture abitative per il personale lavorante nel centro, 2000 posti auto e 180 posti van ( camion allestiti per trasporto cavalli) non era certo quello certo richiesto “ma questo fa parte della politica”
    3) Paragonare la possibilità ricettiva di migliaia di visitatori a Caldogno (11000 abitanti) a comuni come Vicenza (115000 abitanti) a Thiene (23000) e Bassano (43000) mi sembra presuntuoso “ma questo fa parte della politica”
    4) Descrivere il centro equestre con frasi fiabesche (es. un cavallo che corre sul prato), è si romantico ma non reale, i cavalli (500) si trovano in quel contesto solo per essere utilizzati dai loro proprietari per gare agonistiche.
    5) I commercianti di Caldogno si sono espressi, per voce del loro presidente, negativamente sui progetti del P.A.T. in particolare sul parco tecnologico ( praticamente un grande centro commerciale con 3800 posti auto).
    6) Negli ultimi 10 anni la popolazione di Caldogno, in proporzione agli abitanti totali, ha avuto un incremento nettamente minore dei comuni limitrofi nonostante la enorme disponibilità di insediamento abitativo e questo lascia spazio a molte considerazioni…………….
    Questo è il film in distribuzione nelle nostre sale (in questa dimensione).

  9. Mi spiace onestamente rilevare che c’è a caldogno tanta gente che non riesce a calarsi nella realtà che stiamo vivendo e osteggia progetti interessanti che possono dare respiro ed opportunità a caldogno per il futuro.

    Sono stato all’incontro organizzato dal Comune con Marioni dell’Askoll e mi sono trovato di fronte ad una persona chiara, trasparente, che non ha negato che vi possano essere aspetti da risolvere come quello della viabilità ma che ha anche dato tutta la disponibilità a trovare assieme all’amministrazione soluzioni valide che consentano di risolvere i problemi in modo opportuno e coerente. Ad esempio il numero di parcheggi consente che l’afflusso sia progressivo e non continuativo: non è come la partita allo stadio dove in pochi minuti si affollano migliaia di persone all’entrata o all’uscita dallo stadio; non è come un centro commerciale dove il sabato preferibilmente al pomeriggio , si intasano le strade a causa dei clienti . Questo ho capito sarà un grande parco che consentirà passeggiate e la possibilità di vedere un bellissimo sport; io sono stato al parco Querini quando si organizzava il concorso internazionale Città di Vicenza e ricordo di avere trascorso bellissimi momenti di benessere con i miei figli.
    Perchè di fronte ad un’opportunità per Caldogno non siamo capaci di risolvere i problemi anzichè creare dubbi e paure nella genete?
    Io preferisco di granlunga che un imprenditore del nostro territorio noto per la sua serietà ed il suo impegno nel garantire lavoro a tante famiglie di dueville e dintorni, una persona che sappiamo anche dove abita e che possiamo incontrare alla mattina quando si reca al lavoro, costruisca un grande parco per l’equitazione professionistica piuttosto che la campagna venga ceduta ad imprese edili sconosciute, magari proprietà di società finanziarie senza scrupoli.
    L’ultimo commento di Maurizio (guarda caso proprio un giorno prima delle elezioni) mi sembra veramente strumentale e vergata da mano politica avversa al Centro Equestre (vedi Terra Nostra). Mi sembra tanto la stessa mano che venerdì sera ha lasciato nella buca delle lettere di molti cittadini di caldogno uno scritto NON FIRMATO opera di un sedicente “cittadino qualunque di caldogno”.
    Questo personaggio concludeva che non sarebbe stata la massima ambizione per il futuro di suo figlio quello di offrirgli l’occupazione di “stalliere” del nuovo centro equestre.
    Ebbene,mi chiedo se sappia questo “cittadino qualunque” che i cosidetti stallieri oggi percepiscono, proprio perchè rari, stipendi vicini ai 2000 euro al mese?
    Vogliamo afre un sonfdaggio a Caldogno su quanti concittadini senza lavoro sarebbero felici di fare lo “stalliere” nel nuovo Centro Equestre?
    Senza contare che nel nuovo Centro ippico vi saranno non solo “stallieri” ma anche dipendenti che organizzano gli eventi, che dirigono la struttura, che ne curano la manutenzione…..ma perchè tanta ottusità Maurizio….apri la mente!!

    Vogliamo svegliarci e renderci conto di dove stia andando il mondo?
    L’economia è alla frutta, lo stato non è più in grado di pagare i conti, se non cogliamo le opportunità di crescita che ci offre un imprenditore serio, locale, che conosciamo , a cosa dobbiamo guardare per il futuro dei nostri figli? Ci rivolgeremo ai tanti Maurizio negativi e contro tutto per garantire loro un lavoro?

    Io dico basta con il quaunquismo.
    Affrontiamo invece con ottimismo l’opportunità del Centro Equestre, chiediamo all’amministrazione di coinvolgerci nel progetto e non opponiamoci

    Antonio

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